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isabellaperugini 
Qual'è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori? (Pasolini)
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Laicità e Civismo



Se non credo più nella possibilità
di interventi sia personali
che collettivi (i partiti, i movimenti)
per fare qualcosa contro quel
Qualcosa di fatale che è il modo
di essere di una nazione (ignorante,
provinciale, volgare, riduttiva,
vecchia, terroristica, ingiusta),
non sono tuttavia così saggio
da adattarmi a quest'idea."



Questo blog sostiene la lotta
di Aung San Suu Kyi e del
popolo Birmano per la sua
liberazione dal regime attuale.


   http://www.imille.org/



"Si conosce un uomo dal modo in cui ride."
Fëdor Dostoevskij


...presagio di un attimo
nella leggerezza
del tempo...

(Arlecchino - Verdirosi)


"Sono fatto per la solitudine e non mi annoio. Mi manca sempre il tempo di non far nulla. Le mie giornate passano rapidissime. Arriva la sera e magari non ho fatto niente". Aldo Palazzeschi

"Ogni giorno, festivo o feriale che sia. Ai poveri normali il dott. dia 100 grammi di dolce follia" Carlo Giuffrè

"perché chi vola ha sempre più paura di chi resta giù"

Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso (Socrate)

C'è una grande differenza tra la ribellione,
e il fatto di rifiutare un qualcosa.
Ribellarsi significa contrapporsi con
dignità e identità a ciò cui ci si ribella;
il rifiuto è solo una fuga senza
responsabilità.

 

 

 

Ci sono persone che non vivono
la vita presente, ma si preparano
con grande zelo come se dovessero
vivere una qualche altra vita e non
quella che vivono: e intanto
il tempo si consuma e fugge via
(Antifone) 



Un Gatto bianco, ch'era presidente
der circolo del Libbero Pensiero,
sentì che un Gatto nero,
libbero pensatore come lui,
je faceva la critica
riguardo a la politica
ch'era contraria a li principî sui.
Giacché nun badi a li fattacci tui,
je disse er Gatto bianco inviperito -
rassegnerai le propie dimissione
e uscirai da le file der partito:
ché qui la pôi pensà libberamente
come te pare a te, ma a condizzione
che t'associ a l'idee der presidente
e a le proposte de la commissione!
È vero, ho torto, ho aggito malamente...-
rispose er Gatto nero.
E pe' restà nel Libbero Pensiero
da quela vorta nun pensò più gnente.
(Trilussa - La libbertà de pensiero)



 

 

 

 



"Non idolatrare gli uomini perchè non Dei.
Non idolatrare gli Dei perchè non esistono"
(Albert Franck)

non si nasconde fuori
del mondo chi lo salva e non lo sa.
e' uno come noi, non dei migliori. (E. Montale)

    
la taranta ne pizzica


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se ti va di cambiare qualcosa del tuo mondo, rifletti su come fare e se questo è giusto per gli altri, poi dopo aver trovato delle risposte, decidi sul da farsi e se vuoi partire per un viaggio difficile in cui pochi ti crederanno e tanti ti snobberanno fallo senza voltarti indietro, perchè bisgona penare un pò per otteneere dei risultati, ma ricordati sempre una cosa: credi sempre in quello che fai e vedrai che se credi in qualcosa di giusto le persone inizieranno a collaborare con te! cambiare il mondo da soli è difficile quasi impossibile farlo insieme a tanta gente può diventare anche divertente e sicuramente realizzabile!




(Eleonora Pimentel Fonseca)



Arsenio

-Eugenio  Montale

I turbini sollevano la polvere
sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi
deserti, ove i cavalli incappucciati
annusano la terra, fermi innanzi
ai vetri luccicanti degli alberghi.
Sul corso, in faccia al mare, tu discendi
in questo giorno
or piovorno ora acceso, in cui par scatti
a sconvolgerne l'ore
uguali, strette in trama, un ritornello
di castagnette.
E' il segno d'un'altra orbita: tu seguilo.
Discendi all'orizzonte che sovrasta
una tromba di piombo, alta sui gorghi,
più d'essi vagabonda: salso nembo
vorticante, soffiato dal ribelle
elemento alle nubi; fa che il passo
su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi
il viluppo dell'alghe: quell'istante
è forse, molto atteso, che ti scampi
dal finire il tuo viaggio, anello d'una
catena, immoto andare, oh troppo noto
delirio, Arsenio, d'immobilità...
Ascolta tra i palmizi il getto tremulo
dei violini, spento quando rotola
il tuono con un fremer di lamiera
percossa; la tempesta è dolce quando
sgorga bianca la stella di Canicola
nel cielo azzurro e lunge par la sera
ch'è prossima: se il fulmine la incide
dirama come un albero prezioso
entro la luce che s'arrosa: e il timpano
degli tzigani è il rombo silenzioso
Discendi in mezzo al buio che precipita
e muta il mezzogiorno in una notte
di globi accesi, dondolanti a riva, -
e fuori, dove un'ombra sola tiene
mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita
l'acetilene -
finché goccia trepido
il cielo, fuma il suolo che t'abbevera,
tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono
le tende molli, un fruscio immenso rade
la terra, giù s'afflosciano stridendo
le lanterne di carta sulle strade.
Così sperso tra i vimini e le stuoie
grondanti, giunco tu che le radici
con sé trascina, viscide, non mai
svelte, tremi di vita e ti protendi
a un vuoto risonante di lamenti
soffocati, la tesa ti ringhiotte
dell'onda antica che ti volge; e ancora
tutto che ti riprende, strada portico
mura specchi ti figge in una sola
ghiacciata moltitudine di morti,
e se un gesto ti sfiora, una parola
ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,
nell'ora che si scioglie, il cenno d'una
vita strozzata per te sorta, e il vento
la porta con la cenere degli astri.
----------------------------------------------------
 Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

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PER FINIRE:
Raccomando ai miei posteri
(se ne saranno) in sede letteraria,
il che resta improbabile, di fare
un bel falò di tutto ciò che riguardi
la mia vita, i miei fatti, i miei nonfatti.
Non sono un Leopardi, lascio poco da ardere
Ed è già troppo vivere in percentuale.
Vissi al cinque per cento, non aumentate
la dose. Troppo spesso invece piove
sul bagnato.


 
anche un cammino di 1000 km inizia con il primo passo
(proverbio cinese


 

Diario | una canzone... | politica |
 
Diario
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23 ottobre 2008

e facebook ha preso il sopravvento ma il blog da più spazio alla riflessione...

Si l'ho ammetto ho tradito il blog per facebook, di certo più dinamico, ma oggi mi accorgo rileggendo vecchi post che la schermata di pagina bianca che uno si trova di fronte aprendo il blog da la stessa emozione di quando uno si trova a scrivere davanti ad un foglio di carta con l'ansia di riempirlo e la speranza di non essere banale.
E così eccomi qui...
questi mesi sono stati un'alternarsi interno di emozioni e sensazioni, a volte inizi la giornata con il sorriso e la concludi con una lacrima in più che ha segnato il tuo volto.
Certo è difficile capire fino in fondo quel che si vuole e la decisione più giusta sta nel lasciarsi guidare dall'istinto.
a volte mi rendo conto come molti si rassegnano a sopravvivere privandosi dalle gioie del vivere per paura del dolore di tentare, di scomettere, di sperare anche col rischio di cadere.

Oggi ho bisogno di silenzio, e così mentre la tv racconta le sue storie sempre uguali, l'unica luce che illumina il viso è lo schermo di questo pc, nel silenzio si trova l'urlo dell'anima e del cuore, si sente pulsare il sangue nelle vene, si sta...ci si accorge della fortuna di aver accanto l'amore,




permalink | inviato da isabellaperugini il 23/10/2008 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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