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di ritorno da Sharm

 

"volti segnati dal sole, piedi dipinti dalla sabbia, il deserto segna le distanze e l’immensità, la mancanza di pioggia rende austero ma confortevole il cammino e a volte ci si lascia trasportare dall'Inconsistenza della strada, segnali dispersi indicano il percorso da seguire, è tutto precario ed in continuo divenire il sentiero, basta un attimo di vento a confondere il tratto d'asfalto, e il silenzio da all'anima la possibilità di farsi ascoltare, sorrisi scandiscono gli indimenticabili ‘5 minuti egiziani’ sono i tempi di un attesa piacevole capace di ribellarsi alla frenetica vita di chi come noi campa ormai per sopravvivere. 7 giorni di viaggi, di scoperte, di incontri, 7 giorni di mare, pesci colorati e dalla forme più strane, murene che osservano il passare continuo di pesci e turisti e preferiscono osservare il tutto dalla loro tana, 7 giorni trascorsi ad alzarsi con l’alba quando il sole dipingeva il cielo di mille sfumature, 7 giorni di vita, di quella vita giusta che da senso all’esserci, 7 giorni nella speranza di vedere un delfino.
7 giorni ormai finiti e oggi tram rotti, corse frenetiche per timbrare il cartellino in tempo, ansia e stress, notizie, voci, parole di troppo, assemblee autoconvocate di cui poco capisco il senso, insomma è ora di ricominciare e di rivoluzionare portando un po’ di Egitto in questa vita. Portando con sé Tomy, l’autista sempre al lavoro, i due ragazzi del bar che giocando a domino ci raccontavano di loro offrendoci un thè alla menta, altro che turismo c’è anche la parte di Sharm quella più vera basta saperla cercare ed imparare a portarla con sé"


Pubblicato il 2/12/2008 alle 18.14 nella rubrica Diario.

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